28/feb/2013

Habemus Papam: Roma durante il rito antico del Conclave

In questo periodo non si fa altro che parlare delle dimissioni di Benedetto XVI, dell’elezione del nuovo pontefice e del Conclave, il rito antico usato dalla Chiesa Cattolica per eleggere il nuovo Papa. Ma che cosa è il Conclave? Come si svolge? Innanzitutto questa parola è sempre associata alla Cappella Sistina, il simbolo del Vaticano e dell’arte, capolavoro di Michelangelo e di tutta la cultura italiana. È dentro la cappella più famosa del mondo che i cardinali si riuniscono per decidere, votando, chi salirà al soglio pontificio. Ma che cosa significa “Conclave”? Avete mai notato che una caratteristica di questo rito secolare è la massima segretezza? Infatti la Cappella Sistina viene letteralmente sigillata nel momento in cui ha inizio un Conclave: si chiudono a chiave i pesanti battenti della porta e nessuno può né entrare né uscire. Solamente in caso di malattia un cardinale può uscire dalla Cappella, per poi eventualmente rientrarvi. In caso contrario nessuno, durante il voto e gli scrutini, può lasciare la Cappella Sistina. La massima segretezza però non è dovuta solamente a fattori di privacy, ma soprattutto a radici storiche che affondano sino al lontanissimo 1270, quando gli abitanti di Viterbo, allora sede papale, stanchi di aspettare, ormai da troppo tempo, l’elezione di un nuovo Sommo Pontefice obbligarono i cardinali elettori ad affrettare la loro chiudendoli a chiave nella sala grande del palazzo papale, scoperchiando anche una parte del tetto, dando modo ai cardinali di procedere con le votazioni nella maniera più immediata possibile. Quanta storia può avere una singola parola vero? Non è difficile a questo punto capire perché il termine Conclave derivi dal latino “cum clave”, e cioè (chiuso) “con la chiave”. La Cappella Sistina dunque non è solamente il centro dell’arte rinascimentale italiana ed un fulgido esempio del genio di Michelangelo. Se, passando per Roma, avete in mente di organizzare un tour del Vaticano non potete non ricordare quanti uomini che hanno fatto la storia hanno calcato quello stesso pavimento o visto quegli stessi affreschi! Ricordate anche che durante il Conclave i Musei Vaticani rimarranno aperti, ma sarà chiusa la Cappella Sistina!




Ma come si svolge esattamente un Conclave? Questo rito religioso è forse il più importante per tutto il cristianesimo e per tale ragione si tratta di un cerimoniale che presenta molti passaggi, prima di giungere all’elezione vera e propria. Prima avviene la messa all’interno della Basilica di San Pietro, e subito dopo aver indossato gli abiti corali ogni singolo cardinale si porta verso il coro della Cappella Sistina. Qui poi viene proclamato un giuramento solenne al termine del quale il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie pronuncia la famosissima frase “Extra omnes”, cioè “Fuori tutti”. È in questo momento che i cardinali si isolano dal resto del mondo, incominciando con le consultazioni, gli scrutini e le votazioni. Una piccola curiosità: l’attenzione verso il Conclave non è certo frutto del mondo moderno fatto di mass media, microfoni e telecamere ovunque. Infatti già nel corso del XVIII secolo a Venezia si stamparono settimanalmente dei piccoli quotidiani per soddisfare la grande curiosità che gravava attorno al Conclave. Su una cosa però possiamo essere certi: ogni singola parola o gesto riguardanti il Conclave trasudano storia e tradizione! Poterlo vivere, poter venire a conoscenza in diretta dell’elezione di un nuovo Papa e anche solamente sapere che un Conclave ha avuto inizio è un’esperienza affascinante e unica! Ancora meglio sarebbe respirare l’aria elettrica che si respira in tutto il Vaticano, e non solo, durante un Conclave! Si ha sempre la sensazione che qualcosa stia per accadere!


Ma come fanno i cardinali rinchiusi letteralmente dentro la Cappella Sistina a comunicare l’avvenuta elezione di un Papa? Usano un metodo tanto semplice quanto antico: i segnali di fumo. Avete mai sentito parlare della fumata bianca e della fumata nera? Dopo la fine di ogni sessione di scrutini si esaminano i voti. Un cardinale viene eletto Papa solamente al raggiungimento dei due terzi delle votazioni a suo favore. Quando ciò non avviene ecco che si inseriscono tutti i documenti relativi all’elezione dentro una stufa. Basta accendere e subito una fumata nera uscirà da un piccolo comignolo, comunicando a tutti che una sessione di scrutinio non è andata a buon fine.  Per produrre la fumata bianca, invece, all’interno della stufa oltre ai documenti viene inserita anche della paglia umida. In questo mondo del fumo bianco che uscirà da un piccolo comignolo annuncerà al mondo intero l’elezione del nuovo Papa! Alla vista della fumata bianca i fedeli in Piazza San Pietro esplodono dalla gioia! Tutta Roma pare riprendersi dall’attesa snervante che ha subito! Visitare la città durante il Conclave sarebbe sicuramente un’esperienza indimenticabile! A questo punto poi si potrebbe pensare che un Conclave sia giunto alla sua conclusione. Non è così!


Una volta che un cardinale viene ufficialmente eletto Papa si passa ad un altro, fondamentale, passaggio: due domande. “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” E un'altra domanda, che ufficialmente chiude l’elezione papale:”Come vuoi essere chiamato?”. Sarà quindi il neo eletto a decidere il nome che passerà di bocca in bocca lungo tutti i fedeli che nei giorni del Conclave affollano il sagrato della Basilica di San Pietro. Il Conclave dunque è un’occasione unica ed irripetibile, da non perdere assolutamente! Fedeli o meno visitare Roma per un weekend durante un Conclave è un'esperienza magica, per respirare un'atmosfera di spasmodica attesa! E non sarebbe altrettanto fantastico essere tra la folla in Piazza San Pietro mentre il Cardinale protodiacono si affaccia dalla loggia della Basilica di San Pietro pronunciando parole ormai entrate nell’immaginario e nella mente di tutti come una sorta di liberazione e di un nuovo inizio? “Abbiamo il Papa”. “Habemus papam”.

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